Garantire l’audio in ogni evenienza parte 2: monitoring e alimentazione elettrica

Garantire l’audio in ogni evenienza parte 2: monitoring e alimentazione elettrica

Garantire l’audio in ogni evenienza parte 2: monitoring e alimentazione elettrica 150 150 Simone Barbieri

Oggi terminiamo di trattare del nostro modo per garantire di ‘portare a casa’ l’audio di un evento importante, con un sufficiente margine di sicurezza.

Non occorre essere pessimisti per implementare sistemi di back up.
Ci si accorge in fretta di quanto sia facile, nel caos di un set, abbassare la guardia proprio nel millisecondo sbagliato, e una volta tornati a casa rendersi conto che abbiamo sbagliato qualcosa, o che addirittura non abbiamo registrato niente.

Parleremo quindi del nostro personalissimo modo di gestire queste problematiche; ce ne sono molti altri, che dipendono da abitudini, budget, location.

Abbiamo visto come affrontiamo la scelta dei microfoni e del registratore, ma cosa dire del monitoring, invece?

Il monitoring significa ascoltare l’audio in ingresso nei sistemi di registrazione durante la ripresa del suono, in modo da individuare immediatamente eventuali problemi ancora sul set, cioè quando si è ancora in tempo per risolverli.
Il monitoring solitamente viene fatto attraverso un sistema pensato per garantire la maggior separazione acustica possibile on location.
Ho scelto degli auricolari con cancellazione attiva del rumore di fondo, abbinandoli a cuffie circumaurali con isolamento passivo.
In pratica il suono giunge alle orecchie attraverso gli auricolari (non attraverso le cuffie, che offrono solo protezione passiva), ed essi si danno da fare per eliminare il più possibile i rumori provenienti dall’ambiente circostante, cancellandoli emettendo una loro replica con fase invertita.
Questa tecnica funziona splendidamente, ma solo per alcune tipologie di suoni, per esempio rumori costanti e basse frequenze.
Funziona poco, invece, per rumori improvvisi, imprevedibili, con transienti ripidi.
Per risolvere questo problema utilizziamo delle cuffie isolanti per batteristi, che invece sono pensate proprio per i suoni con transienti imprevedibili e ripidi.
Funzionano poco, invece, contro i suoni con basse frequenze, dato che lo spessore dei padiglioni non sarà mai sufficiente a ostacolare davvero il loro passaggio.

Indossare cuffie con isolamento passivo sopra ad auricolari a cancellazione attiva del rumore, fa sì che il monitoring del segnale sia estremamente isolato dall’ambiente circostante… anche troppo!
Quando stavamo testando il sistema per la prima volta, infatti,  ci è successo di non accorgerci di un grosso camion che era sopraggiunto alle spalle e stava aspettando che ci togliessimo dalla strada.
L’isolamento era così efficace che il camion è rimasto completamente inudibile anche con il playback interrotto.

earbud tips di diverse misure

Su eventi lunghi, tuttavia, potrebbe non essere piacevole indossare gli auricolari per molte ore (dipende anche molto dalla forma e dimensione del vostro condotto uditivo). Nonostante gli auricolari di buona qualità vengano generalmente venduti con un sacchetto di earbud tips di diverse misure, il fatto che possano efficacemente isolare dei rumori esterni dipende anche dal loro ‘vestire stretto’.
Sui set lunghi, quindi, optiamo per un altro sistema, meno efficace ma che stanca molto di meno l’orecchio: cuffie a cancellazione attiva del rumore come le Sony WH-1000xm5. Accanto a una buonissima qualità del suono e a un efficace isolamento acustico (uno dei migliori attualmente sul mercato), queste cuffie affaticano poco, hanno lunga carica delle batteria e soprattutto la possibilità di essere collegate alla sorgente sia via bluetooth che attraverso un jack stereo.

 

Infine anche l’alimentazione può riservare sorprese.
La rete elettrica può essere disturbata, soprattutto a certi orari, le pile si consumano in fretta e non sempre si ha tempo di cambiarle…
Noi abbiamo così:
– tutta la preparazione, i test audio, i momenti di attesa, sono fatti con i devices connessi alla rete, in modo da risparmiare le pile
– nel momento in cui si inizia la registrazione vera e propria, ci disconnettiamo dalla rete
– i devices sono connessi a power bank che garantiscono cariche molto più durature rispetto alle batterie
– porto comunque almeno 2 set di batterie ricaricabili completamente cariche per ogni device, nel caso in cui il power bank avesse qualche problema o si scaricasse

alimentazione per la registrazione del suono

Infine due parole sui power supply portatili: può essere una buona idea acquistarne uno con cui poter alimentare tutta la strumentazione (videocamere, laptop, schermi, luci…) ma occorre tener presente che il power supply non deve emettere rumore (ce ne sono anche di rumorosissimi che funzionano a gasolio) e che potrebbe introdurre interferenze audio causate dalle apparecchiature che ci sono connesse. Avere con sé un power bank di riserva, come piano B, potrebbe essere quindi comunque consigliabile.