Garantire l’audio in ogni evenienza parte 1: microfoni e registratori

Garantire l’audio in ogni evenienza parte 1: microfoni e registratori

Garantire l’audio in ogni evenienza parte 1: microfoni e registratori 150 150 Simone Barbieri

Garantire l’audio in ogni evenienza parte 1: microfoni e registratori

Una delle circostanze che mette maggiormente a rischio la buona riuscita di un set è l’audio. Per questo è necessario garantire ai nostri clienti di portare a casa l’audio in ogni evenienza. Oggi parliamo del nostro modo per garantire di ‘portare a casa’ l’audio di un evento importante, con un sufficiente margine di sicurezza.

Non occorre essere pessimisti per implementare sistemi di back up.
Ci si accorge in fretta di quanto sia facile, nel caos improvvisato di un set, abbassare la guardia proprio nel millisecondo sbagliato, e una volta tornati a casa rendersi conto che abbiamo sbagliato qualcosa, o che addirittura non abbiamo registrato niente.

Parlerò quindi del mio personalissimo modo di gestire queste problematiche; ce ne sono molti altri, che dipendono da abitudini, budget, location, ma per il momento tratterò di come noi abbiamo risolto i problemi.

Garantire l'audio in ogni evenienza: i microfoni lavalier

La scelta del microfono

Innanzitutto quale microfono utilizzare?
I microfoni lavalier sono ideali per le interviste, da un certo punto di vista, ma è sempre bene accoppiarli con un boom esterno direzionale.
Il suono del lavalier, infatti, tende ad essere molto definito (a causa della vicinanza del microfono rispetto alla fonte sonora, come espresso dalle leggi di propagazione acustica) ma a volte è innaturale, soprattutto se il microfono è nascosto sotto gli indumenti, che fanno da filtro hi-cut.
La soluzione è quella di usare entrambi i sistemi, ma se ci fosse un problema con uno di essi?
La soluzione è che entrambi i sistemi siano doppi.

Garantire l'audio in ogni evenienza: il sistema di backup

In pratica di preferenza utilizziamo due lavalier e due boom.
Uno dei lavalier è senza filo, e utilizza un trasmettitore e un ricevitore di segnale, ma spesso (soprattutto in ambienti ricchi di interferenze elettromagnetiche, come centri commerciali, ospedali ecc…) ci sono problemi con questi sistemi.
Per questo motivo il secondo lavalier è cablato, in modo da non presentare problemi del genere, oppure sfrutta un sistema wireless completamente diverso, che sfrutta altre frequenze.

Quale microfono direzionale usare come boom?
Questa è un’altra questione scivolosa.
Mentre in esterni ci troviamo di solito benissimo con un half shotgun con diagramma polare a supercardioide, in interni il discorso è meno lineare.
Le caratteristiche di dispersione e riflessione del suono dipendono da molti fattori, come la forma della stanza, la sua dimensione, la disposizione degli oggetti e il materiale delle pareti.
Pertanto, non è sempre possibile stabilire con sicurezza se sarà un diagramma ipercardioide o supercardioide a comportarsi meglio in termini di rigetto delle riflessioni indesiderate.
La soluzione? Utilizzare entrambi.
Monto quindi entrambi i microfoni su una barra stereofonica e deciderò poi in fase di mix quale usare delle due sorgenti.

Garantire l'audio in ogni evenienza: i microfoni boom

La scelta del registratore

Finora ci siamo messi al riparo da parecchi possibili problemi, ma non abbiamo ancora parlato del registratore. Ovviamente anche questo passaggio è cruciale se si vuole garantire la registrazione audio in ogni evenienza.
In generale portiamo con noi 2 registratori portatili (Sound Devices e Tascam), ognuno dei quali registra sia uno dei lavalier che uno dei direzionali.
L’attrezzatura professionale condivide attacchi che consentono di mettere i devices uno sopra l’altro, magari su un cavalletto fotografico, o addirittura sotto la m.d.p.
Nel caso di interviste in movimento si può optare per una borsa apposita (che sono provviste di aperture per connettere i cavi) o si possono appendere i registratori direttamente al collo attraverso una tracolla (sistema più economico, ma anche che offre meno protezione all’attrezzatura).

Chiaramente tutto questo dipende dalle caratteristiche del lavoro e della location.
Non sempre è possibile montare un boom, non sempre è possibile avere un lavalier cablato, ecc… tuttavia è opportuno tenere sempre a mente che ogni anello della catena dovrebbe, idealmente, avere un proprio ‘piano B’.

Termineremo di parlare delle nostre personali strategie di back up prossimamente, nella seconda parte di questo articolo, che tratterà del monitoring e dell’alimentazione elettrica.