Tecniche di Posizionamento Microfonico

Tecniche di Posizionamento Microfonico

Tecniche di Posizionamento Microfonico 150 150 Simone Barbieri

Con l’articolo di oggi sulle tecniche di posizionamento microfonico concludiamo la trilogia sulla microfonazione,
un insight del lavoro del fonico di presa diretta.

Tecniche di Posizionamento Microfonico

Nel mondo dell’audio, le tecniche di posizionamento microfonico sono un aspetto cruciale per ottenere registrazioni di alta qualità.
Le diverse tecniche di posizionamento consentono di catturare il suono in modo preciso e coerente,
sia per le registrazioni in studio che per quelle on-location.
Esploriamo alcune delle tecniche di posizionamento microfonico più comuni e utili.

Close Miking:

Questa tecnica prevede di collocare il microfono molto vicino alla sorgente sonora.
È ideale per catturare suoni dettagliati e ben definiti, come voci o strumenti musicali.
Si tratta della tecnica che più di ogni altra riduce significativamente il suono dell’ambiente circostante, rispetto alla fonte sonora.
L’effetto di prossimità può influenzare la risposta in frequenza, quindi è importante prestare attenzione al bilanciamento tonale.
L’audio registrato, monofonico, per esempio di una voce, può essere semplicemente collocato al centro dello spettro stereofonico (o sul canale centrale di un mix multicanale). Oppure può essere collocato spazialmente in ambiente virtuale, magari attraverso le IR.

Distant Miking:

In contrasto con la tecnica di prossimità, il posizionamento a distanza richiede di posizionare il microfono più lontano dalla sorgente sonora.
Questo approccio è utile per catturare l’acustica ambientale di una stanza o in spazi più ampi che sono caratterizzanti per il risultato finale.
Occorre tenere presente che il riverbero naturale di una stanza, però, suona estremamente innaturale se è registrato monofonicamente.
Quindi a meno che non si stia cercando di proposito di ottenere un suono vintage o low-fi, il distant miking richiede solitamente di essere ottenuto attraverso una tecnica di registrazione stereofonica.

Tecnica XY:Tecniche di Posizionamento Microfonico

Questa tecnica prevede di posizionare due microfoni ad un angolo di 90 gradi l’uno rispetto all’altro.
Offre una buona immagine stereo e una chiara definizione delle fonti sonore, soprattutto utilizzando microfoni con caratteristiche direzionali.
Un vantaggio di questa tecnica è la buona monocompatibilità del suono risultante (soprattutto se i microfoni sono attentamente posizionati in modo che le capsule siano quasi coincidenti).
Registrare un suono centrale con questa tecnica consente di avere una certa prominenza della fonte (ripresa bene da entrambi i microfoni) ma allo stesso tempo un realistico ambiente naturale intorno ad essa.
Aprendo maggiormente l’angolo tra i due microfoni, invece (per esempio a 120°), si ottiene un ambiente più ampio e un centro quasi ‘fuori fuoco’, ma è molto utile se si vuole riprendere soprattutto il suono ambientale lasciando che un altro microfono si occupi della ripresa della fonte principale.

Tecnica M/S (Mid-Side):

Questa tecnica combina un microfono direzionale (cardioide, ipercardioide, supercardioide), collocato al centro, con un microfono bidirezionale (figura-8) posizionato perpendicolarmente. La registrazione risultante può essere facilmente regolata in post-produzione per controllare la quantità di suono diretto e di suono ambientale desiderata.
Anche questa tecnica è estremamente valida per la sua monocompatibilità. Oltre ad essere l’unica tecnica stereofonica che non prevede l’utilizzo di due microfoni identici tra loro (molti microfoni professionali vengono infatti accoppiati dai costruttori per garantire caratteristiche il più simile possibile).

Tecnica ORTF:Tecniche di Posizionamento Microfonico

Questa tecnica di posizionamento microfonico utilizza due microfoni cardioide collocati a una distanza di 17 cm e inclinati a 110 gradi l’uno rispetto all’altro.
È ampiamente utilizzata per registrazioni stereo, specialmente in situazioni live o di field-recording.
Rispetto alla tecnica XY presenta un’immagine ambientale molto più ampia.
Allo stesso tempo, i suoni provenienti dal centro del campo acustico saranno meno enfatizzati (situazione che può essere un pregio o un difetto a seconda delle situazioni).
Questa tecnica offre sicuramente meno monocompatibilità rispetto alle tecniche XY e M/S.
Infine, nei 17 cm di spazio fra i microfoni, si può collocare un Jecklin Disc, per sfruttare anche le HTRF e avere ancora più somiglianza con il sistema uditivo umano.

Posizionamento a Decca Tree:Tecniche di Posizionamento Microfonico

Questa tecnica di posizionamento impiega tre microfoni cardioide, collocati in un’array triangolare sopra l’orchestra.
È ampiamente utilizzata in registrazione di ensemble musicali e offre un’ottima immagine stereo e profondità e una buona monocompatibilità.
Questo sistema (come anche la tecnica ORTF) è da usare solo se l’ambiente è acusticamente piacevole e adatto al tipo di prodotto che stiamo realizzando.
Infatti il suo utilizzo è principalmente nel mondo della classica, dove i concerti si svolgono spesso in ambienti dotati di eccezionali trattamenti acustici.

Tecnica Blumlein:

Questa tecnica di posizionamento microfonico utilizza due microfoni bidirezionali (figura-8) posizionati a 90 gradi l’uno rispetto all’altro.
È ideale per ottenere registrazioni stereo con una vasta gamma dinamica e un suono ampio e coinvolgente.
La sua monocompatibilità è altissima, dato che stiamo abbinando la semi coincidenza fisica delle capsule al fatto che i microfoni a figura-8 hanno particolari caratteristiche di coerenza di fase.
Questa tecnica è però da usare solo in ambienti acustici ideali, ancora di più rispetto al Decca Tree.

Tecnica Spaziata (AB):

La tecnica spaziata, anche nota come tecnica AB, prevede il posizionamento di due microfoni omnidirezionali, generalmente a una distanza equivalente o proporzionale alla larghezza del campo di registrazione.
La tecnica AB è ideale per catturare un’immagine stereo ampia e aperta, ma potrebbe mancare di una precisa localizzazione delle fonti sonore rispetto ad altre tecniche.
Tende ad enfatizzare i suoni che provengono dagli estremi destro e sinistro, a discapito del centro, e infine non ha una buona monocompatibilità.

Boom Miking:Tecniche di Posizionamento Microfonico

Le tecniche di boom coinvolgono l’uso di un microfono montato su un’asta o un “boom pole” tenuto a mano o fissato a un supporto.
Questo tipo di tecnica viene spesso utilizzata nel cinema, nella produzione televisiva e in altre situazioni in cui il microfono deve seguire le azioni degli attori o di fonti sonore in movimento.
Un microfono shotgun o half-shotgun è comunemente utilizzato per le tecniche di boom. Consente di puntare il microfono verso la fonte sonora desiderata, riducendo al contempo i suoni indesiderati provenienti da altre direzioni.
Le tecniche di boom consentono di ottenere un audio nitido e focalizzato sulla fonte principale, rendendole fondamentali nella registrazione di dialoghi e suoni in ambienti dinamici.

Plant Miking:

Plant miking è un termine usato nell’ambito audiovisivo per indicare un microfono posizionato strategicamente e nascosto sul set o nell’ambiente di ripresa per catturare suoni in modo discreto.
Questo tipo di microfono è utilizzato per ottenere registrazioni aggiuntive, spesso per catturare suoni ambientali o dialoghi in modo realistico.
Tipico è nascondere questo microfono tra il fogliame di una pianta, o magari all’interno di un’automobile, e va da sé che il tipo di microfono usato sarà di solito molto piccolo.

Ogni tecnica di posizionamento microfonico ha le sue caratteristiche e vantaggi, e la scelta dipende dal tipo di registrazione e dal risultato desiderato. Sperimentare con diverse tecniche consente di ottenere risultati unici e creativi.