Case Study: Christmas Cello

Case Study: Christmas Cello

Case Study: Christmas Cello 150 150 Simone Barbieri

In occasione del Natale, un nostro cliente ci ha commissionato un lavoro molto particolare: filmare una violoncellista che suonasse Stille Nacht all’interno di un capannone industriale, facendola duettare con una fresa.

Analizzeremo in questo articolo entrambe le componenti di questo progetto: il sonoro e le immagini.

Fresa e macchinari

Il progetto ruota intorno al suono, per cui questa è stata sicuramente la componente principale.
La registrazione della fresa è stata fatta presso il capannone, ma è stato pressoché impossibile riprendere l’audio normalmente, a causa del sibilo costante delle ventole di raffreddamento, che rende l’ambiente sonoro estremamente sporco. Le innumerevoli riflessioni del suono all’interno del capannone rendono poco efficienti anche microfoni estremamente direzionali; il sibilo delle ventole è molto ampio in frequenza, e un suo taglio in equalizzazione sarebbe troppo invasivo; infine la natura musicale della registrazione sconsiglia l’utilizzo di noise reduction in post (per esempio attraverso Izotope RX) che renderebbe instabile la qualità del segnale e introdurrebbe artefatti digitali fastidiosi.
Per questi motivi ho deciso di utilizzare un microfono a contatto (AKG C411pp) incollato direttamente alla fresa per riprendere i dettagli e la texture sonora, usando contemporaneamente anche un microfono direzionale per avere la prospettiva esterna (più simile al suono che si sentirebbe normalmente quando si è vicini a una fresa, e quindi più riconoscibile e familiare).
(a questo link potete trovare altre informazioni sulle varie tipologie di microfoni).

Campionamento dell’Impulse Response

Dopo aver campionato tutti i suoni possibili da due frese diverse, ho campionato l’Impulse Response (IR) del capannone, per usarlo come convolute reverb e dare realismo al mix. Questa operazione è stata effettuata facendo esplodere una serie di palloncini, in varie posizioni del capannone, registrando il tutto attraverso due microfoni omnidirezionali. Il rapidissimo transiente dell’esplosione permette infatti di campionare la risposta del riverbero in maniera abbastanza pulita. I due microfoni sono stati collocati in corrispondenza delle orecchie di una mannequin head di legno, in modo da poter sfruttare le Head Related Transfer Functions (HRTF) e dare tridimensionalità al campione.

Il suono della fresa è stato quindi processato con il sampler di Logic Pro, analizzato, intonato (a 415Hz invece che a 440Hz, come richiesto dalla violoncellista) e regolato il parametro ‘glide’ in modo da ammorbidire, e rendere umani, i cambi di pitch. A questo punto si è trattato di creare un suono che fosse avvolgente e richiamasse il più possibile una base di archi. Per ottenere questo risultato ho duplicato la traccia in modo da avere ottava alta, ottava centrale sinistra, ottava centrale destra e sub ottava. Ho pensato, a questo punto, di selezionare parti del campione diversi per ogni sua istanza usata nei sampler, in modo da evitare la cosiddetta ‘fusione binaurale‘ che renderebbe imprecisa e instabile la posizione stereofonica percepita, nonché modificare sensibilmente le caratteristiche dell’ambiente sonoro percepito dall’ascoltatore.
La sub ottava centrale è stata infine processata con un tremolo sincronizzato in quarti, dal transiente molto rapido, in modo da rassomigliare ad un pizzicato di contrabbasso e scandire il tempo.
Una volta applicato l’IR del capannone, il suono dell’ensemble di frese così ottenuto era allo stesso tempo credibile e musicalmente accettabile.

Registrazione violoncello e foley

Creata la base di fresa secondo lo spartito di Stille Nacht, ho registrato il violoncello in una sala insonorizzata. Attraverso due microfoni a condensatore con diaframma largo collocati davanti ai fori di risonanza, a circa 40 cm di distanza. Ho infine pannato i due microfoni al 50% di ampiezza circa, volendo sì dare un’immagine stereofonica del violoncello, ma allo stesso tempo mantenendolo al centro dell’immagine sonora. Lasciando libere le estremità dello spettro per le frese e i riverberi.

Il video, oltre alla parte musicale, presentava inquadrature di macchinari industriali, pulsantiere ecc… per le quali non era stato possibile riprendere i suoni (sempre a causa del rumore delle ventole di raffreddamento). Questi sono stati quindi sonorizzati attraverso un paziente lavoro di sonorizzazione. Come altri nostri progetti quali ‘Versus‘, ‘Ithaca‘ e ‘Good Morning‘. I foley che ho registrato sono: i finestrini della mia auto, la cappa di aspirazione, un phon, un grosso aspirapolvere, vari pulsanti e serrature. Infine gli ammortizzatori idraulici di una porta. Questi campioni, una volta assemblati, equalizzati e mixati con l’aiuto dell’IR, creano l’inganno di una registrazione fatta in loco… magia del sound design!

Lighting e riprese video.

Dovendo filmare per un minuto intero un’unica musicista, seduta, in un ambiente estremamente ampio e ripetitivo… Abbiamo pensato di girarle intorno, in senso antiorario, con uno stabilizzatore e con un drone. Questo ha reso più interessanti e variegati i punti di vista, ma ha creato ovvi problemi di illuminazione e di organizzazione del ‘set’.
Abbiamo optato per un’illuminazione a tre punti, con una luce dura, centrale e dall’alto (posizionata in modo da creare l’effetto butterfly) e due luci morbide, a destra e a sinistra, lievemente asimmetriche e abbastanza lontane dal soggetto. In questo modo non è visibile l’ombra dell’operatore quando si frappone fra la luce e la violoncellista, e l’effetto è comunque meno drammatico rispetto all’utilizzo della sola luce butterfly (si tratta pur sempre di un video natalizio!).
Sapendo poi che sarebbero state girate inquadrature col drone, era anche importante pensare ad un sistema di illuminazione che non fosse brutto se visto dall’alto: quindi niente pannelli riflettenti, bandiere, cavi sparsi, troupe, faretti spot ecc…
Le altre luci che avevamo con noi le abbiamo piazzate in punti strategici del capannone, lontano dal ‘set’, a 360 gradi intorno alla violoncellista. Questo ha permesso, nella generale penombra dell’ambiente, di avere punti luce lontani che dessero profondità all’immagine e, per così dire, giocassero a nascondino con la silhouette della musicista mentre le giravamo intorno con le camere.

La postproduzione audio

Abbiamo fatto una serie di riprese in sequenza, mentre la musicista suonava sulla base che le avevo preparato, avendo cura di emettere un tono di synch per la sincronizzazione in post. Infatti le molte riprese a stabilizzatore, a drone, le varie take audio del violoncello registrate in sala e la base di fresa necessitano di essere perfettamente sincronizzate tra loro. Il modo più comodo per avere un sincrono generale per tutto il progetto è quello di inserire un tono di synch direttamente nella base di fresa su cui poi suonerà la musicista, sia durante lo shooting video sia durante le riprese audio. Questo suono sarà quindi registrato da tutti i microfoni, compresi quelli delle videocamere, ogni volta prima dell’inizio della base, rendendo più semplice la sincronizzazione in post.
Diverso è il problema rappresentato dalle riprese a drone, che è sprovvisto di microfono, la sincronizzazione è quindi avvenuta col più classico dei metodi: il ciak.
Questo è stato battuto in synch con il tono di cui sopra, all’interno dell’inquadratura del drone, in modo da avere un riferimento visivo per poter montare le sue riprese mute.